"Il libro della natura, è scritto nel linguaggio della matematica e della geometria"; così diceva Galileo.
C' è una certa tendenza a quantificare i risultati, alla matematizzazione per fare scienza. Ottenere un qualcosa di rigoroso che tutti, in tutte le parti del mondo, possono verificare; ed è giusto così,ma si rischia di perdere il valore del contesto.
La scienza è fatta di esperienze, è lo studio dell' uomo implicato in un processo di conoscenza. Non ha mai fine...
Spiegare la scienza, insegnarla, deve partire proprio dal valore del contesto, cioè come l' uomo si è avvicinato a certi fenomeni,perchè,quali erano gli scopi.....Alla base di tutto c' è la curiosita di indagare.
Penso che prima di affrontare qualsiasi argomento bisogna descriverlo nelle sue linee generali,far capire allo studente quali sono le idee, e da dove nascono. Quasi come entrare realmente nel mondo che stiamo osservando,sia esso fisico,matematico,psicologico...
Ciò serve a stimolare lo studente, a far capire che nulla è dato per scontato, e che la spiegazione di un fenomeno non è solo una formulina. Non è così che si deve esser premiati.
Le formule servono solo a sintetizzare tanti dati, e le variabili che noi stiamo osservando... ma soprattutto il nostro punto di vista, perchè uno stesso sistema dell' universo può cambiare a seconda del punto di vista con cui lo guardo.
L' ideale sarebbe rispondere alle 5 domande che si insegnano alle elementari, Chi Cosa Come Quando e Perchè, per ottenere un approccio completo, in grado di stimolare la mente e non annoiarla.
Nella mia piccola carriera da studentessa ne ho trovati pochi di professori in gamba, in grado di coinvolgere, altri, spesso, avevano un atteggiamento di demotivazione....la buca dell' infelicità !!!!
Nella scuola così nel mondo in cui viviamo, dobbiamo cogliere il significato delle cose, guardare con un occhio in più se si vuole render nostra un' esperienza!
lunedì 23 giugno 2008
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